Nel nostro Paese, come in tutti del resto ci sono delle peculiarità.

Certamente siamo il Paese con più monumenti storici, arte e cultura che ci arriva da un passato unico e ci garantisce visibilità in tutto il mondo.

Forse perché ci sentiamo forti della nostra eredità, riteniamo che da un lato abbiamo più predisposizione per molte attività e dall’altro improvvisiamo anziché prepararci adeguatamente.

Non è un caso che rifuggiamo l’ignoranza, non la combattiamo con l’apprendimento, semplicemente la nascondiamo con la creatività, quindi se una cosa non la sappiamo, non ci passa neppure per la testa di impararla, preferiamo inventare.

Nel nostro Paese la parola ignorante viene considerata un’offesa, non considerando che l’ignoranza è una condizione normale. Ignorare qualcosa non dipende da incapacità, ma da una mancata opportunità, che possiamo sempre crearci.

Ignoranza o stupidità?

Diversamente dall’ignoranza che dovrebbe avere come conseguenza immediata porre delle domande, la stupidità è manifesta in tutti coloro che parlano senza cognizione di causa, non genera mai domande ma affermazioni, tanto più convinte quanto maggiore è la stupidità stessa.

La stupidità non è oggetto né di negazione, né di vergogna, quanto lo è l’ignoranza, infatti tanto stentiamo ad alzare la mano per fare domande, quanto siamo prodighi a fornire spiegazioni non richieste basate quasi sempre sul sentito dire.

Tutto questo non attiene solo ad argomenti futili, come ad esempio il calcio, su cui milioni di persone dissertano senza una minima preparazione e conoscenza, ma anche su argomenti tecnici o scientifici.

Un esempio per tutti: la pletora di virologhi, più o meno noti che hanno riempito per mesi tutte le televisioni ed i media, per parlare di un virus di cui non conoscevano nulla.

Tre parole: NON LO SO!

Come per la corsia destra in autostrada, ignorata anche quando è vuota, perché ritenuta la corsia del disonore, allo stesso modo una semplice frase che potrebbe evitare miliardi di inutili parole sparse nell’etere ad otturare orecchie ormai insensibili, non viene mai pronunciata, mentre dovrebbe essere a buon diritto una delle più frequenti.

Sono solo tre parole, ma sarebbero tonificanti per chi le pronuncia e per chi le ascolta: NON LO SO!

Tre parole di saggezza a portata di tutti, ma che probabilmente spariranno dal lessico comune.

 

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